TIPOLOGIA DI CLIMA
In questa località è presente un clima di tipo temperato sub-continentale con inverni generalmente freddi ed estati calde (Temperatura media annua:13.6 °C ).
Le precipitazioni sono in genere distribuite in maniera irregolare durante l’anno con punte massime nei mesi autunnali e valori minimi nel trimestre estivo (Precipitazioni medie annue:785.02 mm).
I venti dominanti sono quelli provenienti dai quadranti occidentali principalmente SO (libeccio, fohn). Frequentemente si ha una ventilazione settentrionale soprattutto da NE (bora).
| Mesi | Precipitazioni medie mensili | Temperature medie mensili |
|---|---|---|
| Gennaio | 56,7 | 3,8 |
| Febbraio | 58,5 | 5,1 |
| Marzo | 58 | 8,5 |
| Aprile | 60,5 | 12,5 |
| Maggio | 58,1 | 16,8 |
| Giugno | 57,4 | 21,1 |
| Luglio | 40,8 | 23,6 |
| Agosto | 52,9 | 23,1 |
| Settembre | 85,6 | 19,4 |
| Ottobre | 92,7 | 14,5 |
| Novembre | 89,9 | 9,4 |
| Dicembre | 73,9 | 5,5 |
| Precipitazioni medie annue | 785 | |
| Temperatura media annua | 13,6 | |
| Medie calcolate sulla base dei dati dell'Osservatorio Valerio di Pesaro | ||
| Alessio Casagrande e Francesco Cangiotti |
La città di Pesaro è ubicata lungo il litorale adriatico in corrispondenza della foce del fiume Foglia su una vasta piana alluvionale con depositi litoranei, ghiaiosi e tal volta sabbiosi messi in posto nel corso del Pleistocene per i depositi più antichi, fino alle alluvioni più recenti presenti nella parte più bassa dell’attuale alveo del fiume Foglia. La coltre sedimentaria alluvionale poggia su terreni in prevalenza argilloso-arenacei ( Formazione a Colombacci ) appartenenti al Miocene visibili localmente anche in affioramento nelle numerose colline di altezze tra i 100 e i 200 metri che delimitano la città sia a nord che a sud localmente estese fin sulla linea di costa con il promontorio del monte San Bartolo e monte Ardizio.
A livello geomorfologico la zona più interessante e non mutata antropicamente, come la gran parte delle colline che circondano la città, è proprio la falesia del monte San Bartolo, a nord della città proseguendo per la panoramica in direzione Gabicce.
Qui i terreni sabbioso-marnosi miocenici con spessori anche di 150-200 metri di altezza vengono ad affiorare direttamente a picco sul mare e proprio la natura dei terreni associata alla fratturazione degli strati rocciosi, che spesso sono disposti a franapoggio e all’azione del moto ondoso determinano la formazione di diffusi fenomeni franosi, con frane sia storiche che recenti che interessano tutto il versante del rilievo esposto verso l’Adriatico.
L’azione del moto ondoso determina su questa zona uno scarso apporto sedimentario limitato alle piccole insenature con spiagge a fondo ciottoloso, mentre è prevalente un’azione di forte erosione che determina un costante arretramento della linea di costa iniziato dall’ Olocene e ancora in atto.
Francesco Cangiotti